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PoetósferaEróticaGiovanni Boccaccio

Giovanni Boccaccio · Medieval

Rima LXXXV — Quand’io riguardo me vie più che ’l vetro

italiano · Italiana

Quand’io riguardo me vie più che ’l vetro
Fragile, et gli anni fuggir com’il vento,
Sì pietoso di me meco divento,
Che dir nol porria lingua, non che metro;
Piangendo il tempo, ch’ò lasciat’adietro,5
Mal operato et prendendo spavento
De’ casi, i quai talora a cento a cento
Posson del viver tormi il cammin tetro.
Né mi può doglia, per ciò, né paura
La vaga donna trarre della mente,10
Dov’Amor disegnò la sua figura.
Per che, s’io non m’inganno, certamente
La fine a quest’amor la sepultura
Darà, et altro no, ultimamente.
*Rima LXXXV — poema amoroso del Canzoniere de Boccaccio (trad. stilnovo).*

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Autor
Giovanni Boccaccio (1313–1375) · Wikidata Q1402
Título
Rima LXXXV — Quand’io riguardo me vie più che ’l vetro
Lengua
italiano
Época
Medieval
Nacionalidad
Italiana
Sala
Erótica
Identificador
rima-lxxxv-quand-io-riguardo-me-vie-piu-che-l-vetro--boccaccio
Cita recomendada
Giovanni Boccaccio, «Rima LXXXV — Quand’io riguardo me vie più che ’l vetro», Poetósfera, poetosfera.com/p/rima-lxxxv-quand-io-riguardo-me-vie-piu-che-l-vetro--boccaccio.html

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