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PoetósferaEróticaGiovanni Boccaccio

Giovanni Boccaccio · Medieval

Rima LXXXVII — S’amor, li cui costumi già molt’anni

italiano · Italiana

S’amor, li cui costumi già molt’anni
Con sospir infiniti provat’ài,
T’è or più grave che l’usato assai,
Perché, seguendol, te medesmo inganni,
Credendo trovar pace, tra gli affanni?5
Perché da lui non ti scavresti omai?
Perché nol fugi? et forse anchor avrai,
Libero, alcun riposo de’ tua danni.
Non si racquista il tempo che si perde
Per perder tempo, né mai lagrimare15
Per lagrimar restette, com’huom vede.
Bastiti ch’ad Amor il tempo verde,
Misero, desti, et ora, ch’a imbiancare
Cominci, di te stesso abbi mercede.
*Rima LXXXVII — poema amoroso del Canzoniere de Boccaccio (trad. stilnovo).*

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Autor
Giovanni Boccaccio (1313–1375) · Wikidata Q1402
Título
Rima LXXXVII — S’amor, li cui costumi già molt’anni
Lengua
italiano
Época
Medieval
Nacionalidad
Italiana
Sala
Erótica
Identificador
rima-lxxxvii-s-amor-li-cui-costumi-gia-molt-anni--boccaccio
Cita recomendada
Giovanni Boccaccio, «Rima LXXXVII — S’amor, li cui costumi già molt’anni», Poetósfera, poetosfera.com/p/rima-lxxxvii-s-amor-li-cui-costumi-gia-molt-anni--boccaccio.html

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