Non credo il suon tanto soave fosse
Che gli occhi d’Argo tutti fe’ dormire,
Né d’Amphion la cythara a udire
Quando li monti a chiuder Thebe mosse,
Né le syrene anchor quando si scosse5
In vano Ulixe provido al fuggire,
Né altro, se alcun se ne può dire
Forse più dolce o di più alte posse;
Quant’una voce ch’io d’un’angioletta
Udì, che lieta i suoi biondi capelli10
Cantand’ ornava di frond’ et di fiori.
Quindi nel pecto entrommi una fiammetta,
La qual, mirando li sua occhi belli,
M’accese il cor in più di mill’ardori.
*Rima V — poema amoroso del Canzoniere de Boccaccio (trad. stilnovo).*