Se quella fiamma che nel cor m’accese,
Et or mi sface in doloroso pianto,
Fosse ver me pietosa pur alquanto
Et del monstrarsi un poco più cortese,
Anchora spererei trovar difese5
Alla mia vita, che m’è in odio tanto,
E’ sospir grevi rivolger in canto
Et poter perdonar le facte offese.
Ma perché, come Phebo fuggì Dane,
Così costei d’ogni parte mi fugge,10
Et niega agli occhi miei il suo bel lume,
Troppo invescata in l’amorose pane
La mia vita cognosco che si strugge,
E ’l cor diventa di lagrime fiume.
*Rima XXXV — poema amoroso del Canzoniere de Boccaccio (trad. stilnovo).*