Scrivon alcun, Parthenope, syrena
Ornata di bellezze et piena d’arte,
Aver sua stanza electa in questa parte
Tra il coll’herboso et la marina rena,
Et qui lasciat’anchor d’età non piena5
Le membra sua, che or son cener sparte,
E il nome suo in più felice carte
E in questa terra fertile et amena.
Et com’a lle’ fu il ciel mite et benigno,
Così a le poi nate par che sia:10
Et io, miser a me, sovente il provo,
Veggendo bella la nemica mia
Vincer ogni mia forza col suo ingegno,
Ver me monstrando sempre sdegno nuovo.
*Rima XXXVI — amor cortés en tradición stilnovo del Canzoniere de Boccaccio.*