Intra ’l Barbaro monte e ’l mar tyrrheno
Sied’il lago d’Averno, intorniato
Da calde fonti, et dal sinistro lato
Gli sta Pozzuolo et a dextro Miseno;
Il qual sent’ora ogni suo grembo pieno5
Di belle donne, avendo racquistato
Le frondi la verdura e ’l tempo ornato
Di feste di diletto et di sereno.
Questi con la bellezza sua mi spoglia
Ogn’anno, nella più lieta stagione,10
Di quella donna ch’è sol mio desire.
A sé la chiama, et io, contr’a mia voglia,
Rimango senza il cuore, in gran quistione
Qual men dorriemi, il viver o ’l morire.
*Rima LXI — poema amoroso del Canzoniere de Boccaccio (trad. stilnovo).*