Vetro son facti i fiumi, et i ruscelli
Gli serra di fuor ora la freddura;
Vestiti son i monti et la pianura
Di bianca neve et nudi gli arbuscelli,
L’herbette morte, et non cantan gli uccelli5
Per la stagion contraria a lor natura;
Borea soffia et ogni creatura
Sta chiusa per lo freddo ne’ sua hostelli.
Et io, dolente, solo ardo et incendo
In tanto foco, che quel di Vulcano10
A rispecto non è una favilla;
Et giorno et notte chiero a giunta mano
Alquanto d’acqua al mio signor piangendo,
Né ne posso impetrar sol una stilla.
*Rima XXXVII — poema amoroso del Canzoniere de Boccaccio (trad. stilnovo).*