Poco senn’à chi crede la fortuna
O con prieghi o con lacrime piegare,
Et molto men chi crede lei fermare
Con sermo, con ingegno o arte alcuna.
Poco senn’à chi crede atar la luna5
A discorrer il ciel per suo sonare,
Et molto men chi ne crede portare,
Morendo, seco l’or che qui raguna.
Ma più ch’altri mi par matto colui
Ch’a femina, qual vogli, il suo honore,10
Sua libertà et la vita commette.
Elle donne non son, ma doglia altrui,
Senza pietà senza fé senz’amore,
Liete del mal di chi più lor credette.
*Rima LXXXIX — poema amoroso del Canzoniere de Boccaccio (trad. stilnovo).*