L'amor ch'è consumato—nullo prezzo non guarda,
né per pena non tarda—d'amar co fo amato.
Consumato l'amore,—sí va pene cercando,
se ama sé dilettando,—sta penoso.
E con grande fervore—al diletto dá bando,
per viver tormentando—angoscioso.
Allora sta gioioso—e sé conosce amare,
se fugge el delettare—e sta en croce chiavato.
Servo che prezzo prende,—ch'ama sempre diletto,
sí porta nell'affetto—pagamento.
Per lo prezzo vendere—lo prezzo, gli è difetto;
non è anco perfetto—lo stormento.
Se amor non fo tormento,—sí non fo virtuoso,
né sirá glorioso—se non fo tormentato.
L'amor vero, liale—odia sé per natura,
vedendosi mesura—terminata.
Perché puro, leale—non ama creatura,
né se veste figura—mesurata.
Caritá increata—ad sé lo fa salire,
e falli partorire—figlio d'amor beato.
Questo figlio che nasce—è amor piú verace
de onne virtú capace,—copiosa.
Dove l'anima pasce—fuoco d'amor penace,
notricasi de pace—gloriosa.
E sta sempre gioiosa—e si 'namora tanto,
che non potrebbe el quanto—esser considerato.