—O amor che m'ami,—prendime a li toi ami,
ch'io ami co so amato.
O amor che ami—e non trovi chi t'ami,
chi sal per li toi rami—sempre se chiama engrato.
O engrato nobile,—sommerso en ammirabile,
non puoi salire equabile—d'amore adoguagliato.
O amore attivo—che non trovi passivo,
che venga a l'amativo—d'amor purificato.
Amor c'hai nome amo,—plural mai non trovamo,
da te fonte gustamo,—amor da te spirato.
Amor, mostrame el como,—ché 'l quanto, non è omo
che nol somerga el somo—del quanto smesurato.
—El como te mostrai—quando me encarnai,
per te peregrinai—en croce consumato.
El quanto armáse en sete,—ché non for mai aprete
l'altissime secrete—en subietto finato.
Non reman dal daiente,—ma dal recipiente,
non è sufficiente—a Dio nullo creato.
Lo enfinito amare,—finito en demostrare,
la mostra terminare—in amor sterminato.
En quilli amorosi abissi—gli santi son sommersi,
dentro e da fore oppressi—d'amore spelagato.
L'alteza è infinita,—longeza non compíta,
largeza sterminata,—profondo sprofondato.
Non puòtte piú l'amore—mostrar fatto maggiore,
che farme lo minore—en degli omini deiettato.
Qual pazo vorria fare,—per formicaio campare,
en formica tornare—per formicaio campato.
Maggior fo mia stoltizia—la grande alteza mia
de prender questa via—de farme om penato.
Io non te amai per mene,—'nante te amai per tene,
non me crebbe bene—del mio fatigato.
Per te non fui maggiore,—né senza te minore,
trasseme l'amore—che fusse reformato.
Se m'ami per aver gloria,—mercenaia hai memoria;
attento stai a mia solia—pur del remunerato.
Non m'ami per amore,—ché 'l prezo te sta en core;
se 'l prezo ne trai fuore,—l'amor tuo è anichilato.
Se la tua utilitate—te trae ad amorositate,
poco d'aversitate—te fa l'amor cagnato.
Se l'amore è libero—che non sia avaro albitrio,
gentil fa desiderio—non condizionato.
Non c'è condizione—né messa per ragione,
è fatta l'unione—che non veste vergato.
Da l'amativo amabile—esce l'amor mirabile,
l'amore è poi durabile—semper in idem stato.