Come in sul fonte fu preso Narciso
Da sé da sé, così costei specchiando
Sé, sé à presa dolcemente amando.
E tanto vaga se stessa vagheggia,
Che, ingelosita della sua figura,5
À di chiunque la mira paura,
Temendo sé a sé non esser tolta.
Quello ch’ella di me pensi, colui
Sel pensi che in sé conosce altrui.
A me ne par, per quel ch’appar di fore,10
Qual fu tra Phebo e Daphne, odio et amore.
*Rima XXXIII — poema amoroso del Canzoniere de Boccaccio (trad. stilnovo).*