O miseri occhi miei più ch’altra cosa,
Piangete omai, piangete, et non restate:
Voi di colei le luci dispietate
Menasti pria nell’anima angosciosa,
Ch’ora dispreza; voi nell’amorosa5
Pregion legaste la mia libertate;
Voi col mirarla più raccendavate
Il cor dolente, ch’or non truova posa.
Dunque piangete, et la nemica vista
Di voi spingete col pianger più forte,10
Sì ch’altro amor non possa più tradirvi.
Questo desia et vuol l’anima trista,
Perciò che cose grave più che morte
L’ordisti già incontro nel seguirvi.
*Rima LXXIII — poema amoroso del Canzoniere de Boccaccio (trad. stilnovo).*