Voglia il ciel, voglia pur seguir l’edicto
Che imposto fu da prima a li ampi giri,
Et rote intorno l’orbe con quei spiri
Che giungon li elementi e ’l centro inscripto:
Ch’è per servar quello antico rescripto,5
O che l’armata man ver noi s’adiri
Di Giove fulminando, o qual s’amiri
Di tenebre lunare el sol traficto.
Non è alcun che si cuopra a le saette
Avelenate che ’l bel viver fura,10
Sì che l’uman valor fra i bruti mette;
Et radi son, che con la mente pura
Conosca il suo factore o sue vendette:
Ma lui non val parlar con lingua scura.
Le stelle erranti observan lor viaggio,15
Né noi constringe a seguitar suo raggio.
RISPOSTA DEL PETRARCA.
Perché l’eterno moto sopradicto
Ciascun pianeto in sé rapido tiri,
*Rima LXXIX — poema amoroso del Canzoniere de Boccaccio (trad. stilnovo).*