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Vittorio Betteloni · Modernismo

Conclusione — Al verso

italiano

O verso piccioletto,
Aspide maledetto,
Lo sai ch'io ti detesto,
Perfido serpentello,
Che come il tarlo infesto
Mi trapani il cervello?

Benchè t'allinei dritto
E immoto allor che scritto
In pubblico tu appari,
Angue non c'è che pari
A te i disgiunti anelli
Dimeni, e si ribelli,

E si contorca pria
Che tu sul foglio a viva
Forza confitto sia.
Ma tu sei forte e bello,
O verso o serpentello,
Che adesso io malediva.

Io ti detesto e t'amo:
Ora di te vorrei
Disfarmi, ora in delirio
D'amor t'invoco e chiamo.
Tu a un tempo il mio martirio,
E la mia gioia sei.

A chi ti scalda in seno
Come al villan succede,
Tu lo ferisci al cuore.
E se però non muore,
Pur contro il tuo veleno
Invan rimedio chiede.

Ma chi alle forme belle
Soltanto e all'apparenze
Ti giudica, il perverso
Umor, le renitenze
Dell'indol tua ribelle
Ignora, o picciol verso.

Quando pel mondo il nido
Tu lasci ove nascesti,
O vago serpe infido,
Di molle musco odori,
E delle gemme vesti
Gli splendidi colori;

E vellicando i sensi
Col morso tuo sottile.
Metti nel sen gli intensi
Affetti ed il gentile
Filtro nel sangue infondi
Dei sogni tuoi giocondi.

Ma noi che tanta parte
Gittiam di nostra vita
Per educarti a questa
Grande e difficil arte,
Che all'uom fa men molesta
La via trita e ritrita;

Noi, maledetto verso,
Ti conosciamo a fondo,
Vediam siccome in terso
Vetro ogni tuo difetto,
Che non discerne il mondo,
O verso maledetto.

Io notte e dì mi vengo
Accapigliando teco;
Ma la fatica spreco;
Piegarti al mio pensiero
Assai di rado ottengo,
O indocil serpe altero.

Pullula il mio cervello
D'un popolo di larve,
Ma come a te le affido,
O picciol verso infido,
L'illusione sparve,
Esso non è più quello.

Però di te m'offendo
Spesso e ti faccio in brani
Colle mie stesse mani.
Ahimè, nè forse intendo
Che solo il vizio ond'io
T'accuso è vizio mio.

La scimmia un dì si scorse
Dentro lo specchio, e offesa
Di sua bruttezza resa
Da quello, su vi corse
E il ruppe al tempo istesso,
Quasi colpevol esso

Fosse se brutta ell'era.
Ad un egual maniera
Cadon gli sdegni miei
Su te verso innocente,
Che sol d'un impotente
Estro lo specchio sei.

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Autor
Vittorio Betteloni
Título
Conclusione — Al verso
Lengua
italiano
Época
Modernismo
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-it-conclusione-al-verso--vittorio-betteloni-575c03
Cita recomendada
Vittorio Betteloni, «Conclusione — Al verso», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-conclusione-al-verso--vittorio-betteloni-575c03.html

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