O megio virtuoso,—retenuta bataglia!
non è senza travaglia—per lo megio passare.
L'amor me costrenge—d'amare le cose amante,
ne l'amore è l'odio—de le cose blasmante,
amare ed odiare—en un coragio stante,
socce battaglie tante,—non le porría stimare.
L'amore quello che ama—desidera d'avere,
lo 'mpedimento nascece—e gli è gran dispiacere;
piacere e dispiacere—en un cor convenire
la lengua nol sa dire—quanta pena è portare.
La speranza enflammame—d'aver salvazione,
'nestante è desperanza—de mia condizione;
sperare e desperare,—star en una magione,
tanta contenzione—nolla porría narrare.
Giogneme una audacia—sprezar pena e morte,
'nestante lo temore—vede cadute forte,
securtá e temore,—demorare en una corte,
tant'è le capevolte,—chi le porría stimare?
So preso d'iracundia—contro lo mio defetto,
la pace mostra, ensegname—che so de mal enfetto,
pacifico ed iroso—contra lo mio respetto,
gran cosa è de star retto—a nulla parte piegare.
Lo delettar abracciame—gustando el desiato,
lo tristore abatteme,—sottratto m'è 'l prestato,
tristare e delettare—nello suo comitato,
lo cor è passionato—en tal pugna abitare.
Se io mostro al prossimo—la mia condizione,
scandalizo e turbolo—de mala opinione;
s'io vo coperto, vendoglme—e turbo mia magione;
questa vessazione—non la posso mucciare.
Despiaceme nel prossimo—se vive sciordenato,
e piaceme el suo essere—buono da Dio creato,
de stare en lui innoxio—grande è filosofato,
lo core è vulnerato—en passionato amare.
L'odio mio legame—a deverme punire,
discrezion contrastali—che non deggia perire;
de farme bene en odio—or chi l'odí mai dire?
altro è lo patire—che l'udir parlare.
Lo degiunare piaceme—e far grande astinenza
per macerar mio asino—che non me dia encrescenza;
ed esser forte arpiaceme—a portar la gravenza
che dá la penitenza—nello perseverare.
Lo desprezare piaceme—e de gir mal vestito;
la fama surge, enalzame—de vanitá ferito;
da qual parte volvome,—parme d'esser intuíto;
aiuta, Dio infinito!—e chi porrá scampare?
Lo contemplare vetame—d'essere occupato,
lo tempo a non perderlo—famme enfacendato;
or vedete el prelio—ch'ha l'omo nel suo stato!
a chi non l'ha provato—non lo pò imaginare.
Piaceme el silenzio,—báilo de la quiete;
lo bene de Dio arlegame—e tolleme silete;
demoro infra le prelia,—non ce saccio schirmete,
a non sentir ferete—alta cosa me pare.
La pietá del prossimo—vuol cose a sovenire,
l'amor de povertate—gli è ordo ad udire,
l'estremitate veggiole—viziose a tenire,
per lo megio transire—non è don da giullare.
L'offesa de Dio legame—ad amar la vendetta,
la pietá del prossimo—la perdonanza affetta,
demoro enfra le forfece,—ciascun coltel m'affetta;
abbrevio miei detta—en questo loco finare.