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PoetósferaEróticaGiovanni Boccaccio

Giovanni Boccaccio · Medieval

Rima XXIV — Quello spirto vezzoso, che nel core

italiano · Italiana

Quello spirto vezzoso, che nel core
Mi misero i begli occhi di costei,
Parla sovente con meco di lei
Leggiadramente, et simile d’Amore.
Et poi del suo animoso fervore5
Una speranza crea ne’ pensier miei,
Che sì lieto mi fa, ch’io mi potrei
Beato dir s’ella stesse molt’hore.
Ma un tremor, da non so che paura
Nato, la scaccia et rompe in mezzo il porto,10
Ch’aver preso credea, di mia salute;
Et veggio aperto ch’alcun ben non dura
Lunga stagione in questo viver corto,
Quantunque possa natural virtute.
*Rima XXIV — amor cortés en tradición stilnovo del Canzoniere de Boccaccio.*

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Autor
Giovanni Boccaccio (1313–1375) · Wikidata Q1402
Título
Rima XXIV — Quello spirto vezzoso, che nel core
Lengua
italiano
Época
Medieval
Nacionalidad
Italiana
Sala
Erótica
Identificador
rima-xxiv-quello-spirto-vezzoso-che-nel-core--boccaccio
Cita recomendada
Giovanni Boccaccio, «Rima XXIV — Quello spirto vezzoso, che nel core», Poetósfera, poetosfera.com/p/rima-xxiv-quello-spirto-vezzoso-che-nel-core--boccaccio.html

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