Son certi augei sì vaghi della luce,
Ch’avendogli la notte già riposti
Nel lor albergo et dentro a sé nascosti,
Desti da picciol suono, ove traluce
Quantunque picciol lume gli conduce5
Il desio d’esso, al qual seguir disposti,
Dove diletto cercan, ne’ sopposti
Lacci sottentron drieto al falso duce.
Lasso, così sovente m’addiviene
Che, dove io sento dal voler chiamarmi10
Drieto a’ begli occhi et falsi di costei,
Presto vi corro et da nuove catene
Legar mi veggio, onde discaprestarmi,
Stolto, speravo per rimirar lei.
*Rima XLIX — poema amoroso del Canzoniere de Boccaccio (trad. stilnovo).*