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PoetósferaLa BibliotecaGuido Cavalcanti

Guido Cavalcanti · Medieval

Io vengo il giorno a te infinite volte

italiano · soneto

Io vengo il giorno a te infinite volte
e trovoti pensar troppo vilmente:
allor mi dol de la gentil tua mente
e d’assai tue virtù che ti son tolte.
Solevanti spiacer persone molte,
tuttor fuggivi la noiosa gente,
di me parlavi sì coralemente
che tutte le tue rime avei ricolte.
Or non ardisco per la vil tua vita,
far mostramento che tu’ dir mi piaccia,
nè vengo ’n guisa a te che tu mi veggi.
Se ’l presente sonetto spesso leggi
lo spirito noioso che ti caccia
si partirà da l’anima invilita.

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Autor
Guido Cavalcanti (1258–1300) · Wikidata Q316876
Título
Io vengo il giorno a te infinite volte
Lengua
italiano
Época
Medieval
Forma
soneto
Fuente
it.wikisource Rime (Cavalcanti) - posteriori al 1290
Sala
La Biblioteca
Identificador
io-vengo-il-giorno-a-te-infinite-volte--cavalcanti
Cita recomendada
Guido Cavalcanti, «Io vengo il giorno a te infinite volte», Poetósfera, poetosfera.com/p/io-vengo-il-giorno-a-te-infinite-volte--cavalcanti.html

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