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Dante Alighieri · Medieval

Quantunque volte, lasso! mi rimembra [doppio sonetto]

italiano

Quantunque volte, lasso! mi rimembra
Ch’io non debbo giammai
Veder la donna, ond’io vo sì dolente,
Tanto dolore intorno al cor m’assembra
La dolorosa mente,
Ch’io dico: Anima mia, chè non ten vai?
Chè li tormenti, che tu porterai
Nel secol che t’è già tanto noioso,
Mi fan pensoso di paura forte;
Ond’io chiamo la Morte,
Come soave e dolce mio riposo;
E dico: Vieni a me, con tanto amore,
Ch’io sono astioso di chiunque muore.

E’ si raccoglie negli miei sospiri
Un suono di pietate,
Che va chiamando Morte tuttavia.
A lei si volser tutti i miei desiri,
Quando la donna mia
Fu giunta dalla sua crudelitate:
Perchè il piacere della sua beltate,
Partendo sè dalla nostra veduta,
Divenne spirital bellezza grande,
Che per lo cielo spande
Luce d’amor, che gli angeli saluta,
E lo intelletto loro alto e sottile
Face maravigliar; tanto è gentile!

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Autor
Dante Alighieri (1265–1321) · Wikidata Q1067
Título
Quantunque volte, lasso! mi rimembra [doppio sonetto]
Lengua
italiano
Época
Medieval
Fuente
Gutenberg 71218 La vita nuova (ed. 1903)
Sala
La Biblioteca
Identificador
quantunque-volte-lasso-mi-rimembra-doppio-sonetto--alighieri
Cita recomendada
Dante Alighieri, «Quantunque volte, lasso! mi rimembra [doppio sonetto]», Poetósfera, poetosfera.com/p/quantunque-volte-lasso-mi-rimembra-doppio-sonetto--alighieri.html

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