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Dante Alighieri · Medieval

XCIII - Io Dante a te che m'hai così chiamato

italiano · soneto

Io Dante a te che m’hai così chiamato

rispondo brieve con poco pensare,

però che più non posso soprastare,

4tanto m’ha ’l tuo pensier forte affannato.

Ma ben vorrei saper dove e in qual lato

ti richiamasti, per me ricordare:

forse che per mia lettera mandare

8saresti d’ogni colpo risanato.

Ma s’ella è donna che porti anco vetta,

sì ’n ogni parte mi pare esser fiso

11ch’ella verrà a farti gran disdetta.

Secondo detto m’hai ora, m’avviso

ch’ella è sì d’ogni peccato netta

14come angelo che stia in paradiso.

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Autor
Dante Alighieri (1265–1321) · Wikidata Q1067
Título
XCIII - Io Dante a te che m'hai così chiamato
Lengua
italiano
Época
Medieval
Forma
soneto
Fuente
it.wikisource Rime (Dante)
Sala
La Biblioteca
Identificador
xciii-io-dante-a-te-che-m-hai-cosi-chiamato--alighieri
Cita recomendada
Dante Alighieri, «XCIII - Io Dante a te che m'hai così chiamato», Poetósfera, poetosfera.com/p/xciii-io-dante-a-te-che-m-hai-cosi-chiamato--alighieri.html

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