Vedi, non che cader, precipitare
piogge d’immensi umor quasi d’un cielo,
che ne pungono il cor di dolce telo,
agli orecchi sonore, agli occhi chiare.
Liquida è l’onda e pur gelata appare,
né di lassú trabocca altro che gelo;
poi se ne forma un curvo e crespo velo,
che si frange in sui marmi e cangia in mare.
Vedi quel mar di quante spume abonda;
par che bolla anco il giel, fumi e faville
par che surgano ancor da gelid’onda.
Vedi come concordi anco le stille,
a l’armonia di quegli umor gioconda,
ballano a cento a cento, a mille a mille.