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Giovan Francesco Maia Materdona · Barroco

— Verrò — mi disse, e mi prefisse a punto

italiano

— Verrò — mi disse, e mi prefisse a punto

il dí terzo d’april la donna mia.

D’indi in qua par ch’a me sia stato e sia

anno il dí, mese l’ora e giorno il punto.

Spero e temo, ardo e gelo, e a tal son giunto

che mia vita è delirio e frenesia;

meglio il non aspettarla a me saria,

sete ingorda d’amor sí m’ha consunto.

Crudo aspettar, cagion d’acerbe pene

mi sarai tu, cagion d’estrema noia,

venga e non venga il sospirato bene.

Poiché verrá che o per gran doglia i’ moia,

se non vien la mia donna; o se pur viene,

che s’anneghi il mio core in mar di gioia.

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Autor
Giovan Francesco Maia Materdona
Título
— Verrò — mi disse, e mi prefisse a punto
Lengua
italiano
Época
Barroco
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-it-verro-mi-disse-e-mi-prefisse-a-punto--giovan-francesco-maia-materd-8aec69
Cita recomendada
Giovan Francesco Maia Materdona, «— Verrò — mi disse, e mi prefisse a punto», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-verro-mi-disse-e-mi-prefisse-a-punto--giovan-francesco-maia-materd-8aec69.html

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