QUando vuol nuova catena
Fare a se l’eterno Amore,
E allagar di sua gran Piena
L’ampie sponde d’un bel cuore,
Onde onore
N’abbian poi le schiere amate
Delle Vergini beate;
In leggiadra e nobil veste
Chiude un’alma semplicetta.
Che all’origin sua celeste
Di tornar sempre s’affretta,
E soletta
Fuor del volgo a lei nojoso
Va cercando il caro Sposo:
Come questa, ch’oggi adombra
Il gran lume de’ begli occhi,
E di bende il viso ingombra
Tra’ sospiri degli Sciocchi,
Che son tocchi.
Da pungenti acute spine
Al cader dell’aureo crine.
A donzella così pura,
A bellezze tante e tali.
Non doveansi, Amore il giura,
Altre nozze che immortali.
Quai rivali
Può soffrire un Nume, amante
Nelle sue delizie sante?
Dritto è ben, che a fior sì adorno
.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}195Man villana non arrivi,
Cui fan siepe aspra d’intorno
Pensier saggj onesti e schivi,
Fonti vivi
Cui nutriscon l’onda schietta,
200E del Ciel rugiada eletta.
La felice Verginella
Del suo Caro assisa a fianco,
Or con lui d’amor favella,
Or per giubilo. vien manco:
205Non mai stanco
Di mirarla affrena il volo
D’Angeletti un lieto stuolo.
Spesso dice al dolce Sposo,
Mentre amando ella si sface:
210Tu se’ solo il mio riposo,
Tu, Signor, la vera pace:
Nel fallace,
Mondo, in mezzo alle Sirene,
Non gustai stilla di bene.
215Colla porpora più fina,
Colle gemme de’ Sabei,
Tua bellezza alma e divina,
Mio Gesù, non cangerei;
Nè vorrei
220Più che il viso tuo giocondo
Quanto ben promette il Mondo.
Ei risponde; Oh qual mercede
Sta lassù nel Ciel riposta,
Per premiar la tua gran fede,
225Che quaggiù tienti nascosta!
Perchè hai posta
La vil Terra in abbandono,
Avrai parte nel mio trono.
Pria vedrai dall’Occidente
230Freddo e scuro uscire il Sole,
E gelare il fuoco ardente,
Che mancar le mie parole:
Queste sole
Ponno alzar chi lor s’attiene
235Alla cima d’ogni Bene.