Poi che la mano del Pastore Augusto
Te gran Levita del Picen consacra,
E ti orna il fronte, di pensieri onusto,
.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}4L’Infula sacra
Tutta richiama la virtù natìa:
Scorgi le turbe a l’immortal Sïonne:
Del vero eterno schiudi lor la via
8Novello Aronne.
E te le genti de l’augusta Roma,
E te vedranno le Sebezie prode
Degno del serto, che ti ornò la chioma,
12Degno di lode.
De l’Ipponese, del Salesio i favi
De l’eloquenza rinnovar procura;
Congiungi in nodi facili, soävi
16Arte e Natura.
E, difensore de’ sacrati altari
Da cui l’eterna verità si scopre
Da la tua voce la virtù s’impari,
20Ma più da l’opre.