Nate e cresciute sotto fier Pianeta
Son le pecore mie pur magre e smunte!
Rio quei non è, che scorra, erba, che spunte
Per loro, e ’l Ciel se ’l vede, e pur nol vieta.
.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}5Ed or, che i campi estivo raggio asseta,
Arse, e languenti, e dal digiun consunte
Paion dir: ove ohimè, dove siam giunte!
Morte, o ristoro al nostro duol sia meta.
Io gli occhi abbasso per dolor, nè loco
10Mutar mi lice, ch’è destin, ch’io deggia
Esser qui esempio di Fortuna, e giuoco.
E vò, che l’empia si satolli, e veggia
Pur una volta (e lo vedrà tra poco)
Tutta perir col suo Pastor la Greggia.