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PoetósferaLa BibliotecaVincenzo da Filicaja

Vincenzo da Filicaja · Ilustración

Morte, che tanta di me parte prendi

italiano

Morte, che tanta di me parte prendi,

E lasci l’altra del suo albergo fuore,

Se intendesti giammai che cosa è amore,

O ti prendi anco questa, o quella rendi.

.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}5E se tant’oltre il poter tuo non stendi,

Armami almen del tuo natìo rigore,

E contra i colpi del crudel dolore

Tu, che sì m’offendesti, or mi difendi.

Ma nè d’erbe virtù, nè d’arte maga,

10Nè a risaldar bastanti unqua sarieno

Balsami di Ragion sì acerba piaga;

Onde lentando al giusto duol il freno

Forz’è ch’io pianga, e del mio Ben la vaga

Immago adombri in queste carte almeno.

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Por su autor
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La Biblioteca

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Expediente

Autor
Vincenzo da Filicaja
Título
Morte, che tanta di me parte prendi
Lengua
italiano
Época
Ilustración
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-it-morte-che-tanta-di-me-parte-prendi--vincenzo-da-filicaja-e48ee6
Cita recomendada
Vincenzo da Filicaja, «Morte, che tanta di me parte prendi», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-morte-che-tanta-di-me-parte-prendi--vincenzo-da-filicaja-e48ee6.html

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