I
L’auro, che tutto è al vulgo, e i ricchi manti,
Di che van liete le novelle spose,
Sprezzi, e la turba de’ più vaghi amanti,
.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}4E del piacer le voci insidïose.
E piena il sen di ardor celeste e santi
Desiri, adorna di virginee rose,
Il mondo fuggi e i suoi perigli, oh quanti!
8Chè al voler de l’Eterno il tuo rispose.
Vanne, o sol una avventurata, e vivi
A la umiltà, che ti fia scorta al Cielo;
11Da che solo per lei vivesti i giorni.
E tu, Fede immortal, questo ancor scrivi
Nuovo trïonfo, e come in uman velo
14Tanta pietà, tanta virtù soggiorni.