L’Angel, che veglia de’ tuoi dì custode,
Cui nullo affetto è de gli umani ignoto,
Portò nel Regno de l’eterna lode,
.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}4Vergine saggia, i tuoi desiri e il voto.
Gli accolse il Nume: e d’immortal melode
Suonò repente de le sfere il vuoto,
Mentre il basso Livore, e l’empia Frode
8Tenevano su te lo sguardo immoto.
L’Angelo intanto raccogliendo i vanni,
Come strale da l’arco, il vol spingea
11Novellamente a questo basso esiglio.
E la Virtù di propria man cingea
A te le chiome di quel puro giglio,
14Che in beltà cresce col rotar de gli anni.