Italo Vate, cui l’ascrea corona
Orna la fronte, cui versatil’Estro
L’anima scuote, e leva di Elicona
.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}4Al giogo alpestro.
Se del gran Flacco l’armonia divina
Talor traspare ne’ miei carmi, e un seggio
Ho fra la dotta Schiera Tiberina,
8Tutto a Te deggio.
Tu mi formasti giovinetto il core,
Tu mi eri guida per la via del retto,
E per Te il sacro della patria amore
12Mi ardeva il petto.
Or tu non sdegna per mia man che un serto
Novo ti adorni, fra lo stuol Latino,
Grandeggia, e pieno di verace merto
16Sfida il destino.
Tempra la cetra: su la cetra estolli
Maria, che sciolta dal corporeo frale,
Pura Colomba, ver gli eterei colli
20Spiegate ha l’ale.
Dì qual di gloria la cingesse il lume
Allor che il crine di mille astri ornato
Prima si assise per voler del Nume
24Al figlio a lato.
Narra la festa de’ mortali, il pianto
Narra di Averno; per le vie del Polo,
Della Vittoria, della gioja il canto
28Ergasi a volo.
E quel pareggi che Mosè sciogliea,
Quando per opra del divin consiglio,
Spento il Re crudo, fu la gente Ebrea
32Fuor di periglio.