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Faustina Maratti · Ilustración

Io mi credea la debil navicella

italiano

Io mi credea la debil navicella

Rotta dall’onde e stanca di cammino

Ritrar nel porto che scorgea vicino,

Che troppo corse in questa parte e in quella:

.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}5E credea già calmata ogni procella,

E sazio in parte il mio crudel destino,

E che il Ciel più sereno a me il divino

Raggio mostrasse di propizia stella.

Ma da barbaro clima un vento è sorto,

10Che mi sospinge a forza in uno scoglio,

Talchè il naviglio ahi fia dall’onde assorto!

E sì del vento rio cresce l’orgoglio,

Che la tema di morte in fronte io porto,

Ma pur convien ch’io vada ov’io non voglio.

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Autor
Faustina Maratti
Título
Io mi credea la debil navicella
Lengua
italiano
Época
Ilustración
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-it-io-mi-credea-la-debil-navicella--faustina-maratti-9f0941
Cita recomendada
Faustina Maratti, «Io mi credea la debil navicella», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-io-mi-credea-la-debil-navicella--faustina-maratti-9f0941.html

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