FIera vista dolorosa,
Lagrimosa,
Ier s’offerse agli occhi miei:
Ed il pianto non frenai,
.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}5E gridai
Lasso: aita o Cieli, o Dei!
Cento alati ricciutelli,
Bei fratelli
Di Cupido in guerra scerno
10E di lor facea la ria
Gelosia
Con sue serpi aspro governo.
Fieramente il Prato intorno
Era adorno
15Delle membra elette e vaghe;
E di dardi, d’archi infranti
Che agli Amanti
Fatte avean sì dolci piaghe.
Generosa batte l’ale,
20E lo strale
Or adopra, ed or la face
La gentil turba guerriera
Ver la fiera
Inimica della pace.
25Ma che prò, s’ella col fello
Reo flagello
Pria fa scempio, che contesa?
E fa scempio così crudo,
Che ogni scudo
30Divien frale, ogni difesa.
Vidi alfin del folto stuolo
Restar solo
Il mio Amore, e all’empia opporse:
Ed il vanto, la baldanza,
35La possanza
Senza egual mettere in forse.
Pien di speme allor diss’io:
Amor mio,
La vittoria a te si serba.
40Sù, coraggio, io già ti miro.
Già t’ammiro
Trionfar della superba.
Non temer: nel dubbio Marte
Teco a parte
45Ecco anch’io mia forza adopro;
Ecco anch’io del negro, e vile
Sangue ostile
Il terren bagno, e ricopro.
Sì diss’io
50ma il vanto nostro
L’empio mostro
Ribattè con viso atroce;
E vibrò colpo si forte,
Che a lui morte
55Diede, e a me troncò la voce.