Dove il Mar bagna e circonda
Cipro cara a Citerea,
Lungo il margin della sponda
Bella Nave io star vedea.
.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}5Pinti remi, e vele d’ostro
Vagamente dispiegava:
D’or la poppa, d’oro il rostro
Rilucente folgorava.
V’era ad arte figurato
10Ne’ bei lati Giove in Toro,
Giove in Cigno trasformato,
Giove sciolto in pioggia d’oro.
V’era sculto in altra parte
In Pastor Febo rivolto:
15V’era sculto il fero Marte
Con Ciprigna in rete colto.
Dalle antenne inargentate
Pendean molli eburnee cetre;
D’almi fiori inghirlandate,
20Pendean gli archi e le faretre:
Rilucea la face eterna
D’un amabil lume e puro
In cristallo, che governa
Il notturno calle oscuro.
25Di chi fosse il bel Naviglio
Tosto chiesi, e mi rispose
Un bel Genio: Questo al figlio
Di Ciprigna si compose.
Sù tal legno vincitore
30Corre i Mari d’Occidente,
Volatore, predatore
Corre i Mari d’Oiente.
Fra vezzosi Pargoletti
Nocchier siede, e in dolci tempre
35Lusinghieri Zefiretti
A sua vela spiran sempre.
Lo rispettan le tempeste,
Lo rispettan nembi e venti:
Beltà è seco, ed in celeste
40Volte gira occhi lucenti.
Se ’l bel legno ascender vuoi,
Non tcl vieta Amor cortese:
Lo saliro i primi Eroi
Dopo l’alte invitte imprese.
45Io vi ascesi, e in faccia lieta
Mi raccolse Amor, dicendo:
Sei tu pur, gentil Poeta,
Che su questo lido attendo.
Vienten meco; io vuo’ guidarti,
50La ’ve il tuo destin m’addita;
Colà giunto nel cuor farti
Vuò un’amabil ferita.
Tacque Amor, e tacque appena
Che sciogliemmo dalla riva:
55Sparve il suol, sparve l’arena:
Onda e Ciel solo appariva.
Bel veder la prua gemmata
Di Nerèo nel regno ondoso
Dai Tritoni accompagnata
60Lungo aprir solco spumoso.
Amor dissemi: Tu sei
Spirto accetto al biondo Apollo;
Se ’l consenti, io ti vorrei
Questa cetra tor dal collo.
65Me la prese, e rimirolla:
Poi con mani industri e pronte
Delle corde tutta armolla
Care al greco Anacreonte.
Che vuoi tu, poscia ripiglia,
70Cantar armi, e cantar duci?
Cantar dei sol nere ciglia,
Nere chiome, e nere luci.
Poi d’intatte rose ordita
Ghirlandetta al crin mi cinge:
75poi sul plettro d’or le dita,
Qual volea, m’adatta, e finge.
Ecco intanto ferma starsi
L’agil Nave, e gli Amorini
Altri in terra giù calarsi,
80Altri in alto raccor lini.
Siamo giunti, giunti siamo,
Lieto Amor dice e ridice:
su ’l bel lido discendiamo,
Questa è l’Isola felice.
85Posto al suolo il piè, scopersi
Piagge ombrose, ameni colli,
Erbe, piante, e fior diversi
Odorosi e freschi e molli.
Pure vene di bell’onde
90Errar vidi tortùose,
E baciarsi tra le fronde
Le colombe sospirose.
Quando eletto stuol m’apparve
Di leggiadre Ninfe e belle:
95Infra loro una mi parve
Quel ch’è Cintia fra le stelle.
Era il ciglio nereggiante,
Nero il crine innanellato,
Nero l’occhio scintillante,
100Bianco il volto dilicato.
Corallina, e grazìosa
Tra’ bei labbri sorridenti
Dischiudea bocca vezzosa.
Bel tesoro di bei denti:
105Tal beltà mentre riguardo,
E mie luci in lei son fisse,
Scaltro Amor vibrommi un dardo,
E partendo poi mi disse:
Passaggier caro, rimanti;
110Così in Ciel scritto è ne’ Fati:
Quì trarrai fra i lieti Amanti
I tuoi giorni avventurati,
Io d’intorno ricercai
La mia bella libertade,
115E ad Amor ne dimandai
In favella di pietade,
Semplicetto! Ella sta errando
All’opposta riva intorno;
Colà stassi te aspettando,
120Ma per te non v’è ritorno.
Sì diceva: e battè i vanni,
E fe’dar le vele al vento;
E i miei nuovi e dolci affanni
Cominciaro in quel momento.