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PoetósferaLa BibliotecaCarlo Innocenzo Frugoni

Carlo Innocenzo Frugoni · Ilustración

Ecco il buon Dio di Nisa

italiano

Ecco il buon Dio di Nisa,

Che con la fronte adorna

Di pampani ritorna

Le ville a rallegrar.

.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}5Le maculate tigri,

Dori, a mirar, deh! vieni

Sotto i purpurei freni

Ubbidienti sudar,

Le Menadi saltanti,

10Che con lui fan ritorno,

Mirale al carro intorno

Levare in alto il piè,

Alto gridando: Giunge

Il Dio d’edere ornato,

15Il Dio due volte nato,

Delle vendemmie il Re.

Ecco i vellosi Fauni,

Che l’inquieto dito

Sul cembalo ferito

20Fan rapido strisciar,

Oh come gli uni in danza

Il Dio seguendo vanno,

Com’altri i campi fanno

Di canti risonar!

25Chi bei canestri porta,

Peso opportuno e caro,

E chi il ritorto acciaro

Dell’uve troncator:

E chi sul tergo vuote

30L’otri rugose tiene,

Che tutte dovran piene

Tornar di dolce umor,

Ebro su l’asinello

Da lor non si divide

35Il buon Silen, che ride,

E batte mano a man;

Che ormai vicine vede

L’uve a cader nel tino,

Che in liquido rubino

40A liquefarsi van.

In villereccia gonna,

Dori, vieni felice,

Gentil vendemmiatrice

Il Nume ad incontrar.

45Ah! tu gli parrai quella,

Che il Fuggitivo infido

Potè sul curvo lido

Piangente abbandonar.

Ma seco non fermarti,

50E siegui il mio consiglio:

Bellezza è in gran periglio,

Se un Dio vicin le stà

Ad una Bella troppo

Piace ad un Dio piacere,

55Un Dio le fa parere

Bella un’infedeltà.

Saluta il Nume amico;

Poi, come Amor richiede,

Col tuo Pastor il piede

60Volgi da lui lontan.

Vieni fra l’altre Ninfe

Salite già su gli olmi,

Chè i grappoli ricolmi

Liete troncando stan.

65Là su quell’olmo ascendi,

Dori, che a pampinosa

Vite, fedel sua sposa,

I rami maritò.

Ve’ di montano faggio

70Scala al suo troncostarsi,

Che ferma al tuo piè farsi

Fido sostegno può

Salita già ti veggio,

Già intenta al bel lavoro

75Spogli del suo tesoro

Il tralcio produttor;

Ma guarda, che furtivo

Un Satirel qui sotto

Da reo desir condotto

80Viene, e lo sgrida Amor.

Amore, che difende

Sempre le belle cose,

Con un flagel di rose

Lo viene a discacciar:

85E scendere il protervo

Veggendolo dall’alto,

Ve’ come sa d’un salto

Lunge da lui balzar.

Dori, sai, che l’Autunno,

90Tinto di mosto il viso,

Fa in ogni parte il riso,

E il giubilo apparir:

Senti le Villanelle

Sciogliere allegri canti;

95Sentii Pastori amanti

Con loro i canti unir,

Snoda l’argentea voce

Là sù dall’alta pianta,

E i dolci versi canta,

100Che il tuo Pastor vergò;

Il tuo Pastor, cui diede

Liguria chiaro il nome;

Cui spesso Amor le chiome

i miti coronò,

105Al tuo cantar vedrai

Tutto tacer repente;

Più vago, e più ridente

L’Autunno devenir;

E a te, che i giorni suoi,

110i suoi campestri regni

Tanto bear ti degni,

Le sue ghirlande offrir.

Ma quel fecondo tralcio,

Dori, spogliasti assai:

115Discendi, e cessa omai

Dal rustico lavor.

Vieni, e con mano ardita

Ingegnati furtiva

Tinger la gota viva

120D’un giovane Pastor.

Di quel Pastor, che dolce

Suona l’agreste avena,

E a te, sua bella pena,

Ben degno è di piacer:

125E poi che l’avrai tinto,

Fuggi tra quelle frondi;

Ma sì tra lor t’ascondi,

Che possati veder.

Così per le campagne

130A folleggiar ne insegna

La bella, che vi regna,

Amabile stagion:

Così di mosto il viso

Nelle vendemmie antiche

135Tinse ad Amor già Psiche,

Cipri al leggiadro Adon.

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Autor
Carlo Innocenzo Frugoni
Título
Ecco il buon Dio di Nisa
Lengua
italiano
Época
Ilustración
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-it-ecco-il-buon-dio-di-nisa--carlo-innocenzo-frugoni-2b3a26
Cita recomendada
Carlo Innocenzo Frugoni, «Ecco il buon Dio di Nisa», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-ecco-il-buon-dio-di-nisa--carlo-innocenzo-frugoni-2b3a26.html

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