Se mercè fosse amica a’ miei disiri
e ’l movimento suo fosse dal core
di questa bella donna e ’l suo valore
mostrasse la virtute a’ miei martiri,
d’angosciosi diletti miei sospiri,
che nascon de la mente ov’è amore
e vanno sol ragionando dolore
e non trovan persona che li miri,
giriano a gli occhi con tanta vertute
che ’l forte e duro lagrimar che fanno
ritornerebbe in allegrezza e ’n gioia.
Ma sì è al cor dolente tanta noia
e a l’anima trista è tanto danno
che per disdegno uom non dà lor salute.