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Giovanni Boccaccio · Medieval

Rima XXV — Quante fiate per ventura il loco

italiano · Italiana

Quante fiate per ventura il loco
Veggio là dov’io fui da Amor sì preso,
Tanto mi par di nuovo esser acceso
Da un desio più caldo assai che ’l foco;
Et poi che quello ò riguardato un poco,5
Et stato alquanto sovra me sospeso,
Dico: se tu ti fosse qui difeso,
Non sarest’or, per merzé chieder, fioco.
Adunque piangi, poi la libertate,
Avevi nelle man, lasciat’ài andare10
Per donna vaga et di poca pietate.
Poi mi rivolgo, et dico che lo stare
Subiecto a sì mirabile biltate
È somma et lieta libertate usare.
*Rima XXV — poema amoroso del Canzoniere de Boccaccio (trad. stilnovo).*

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Autor
Giovanni Boccaccio (1313–1375) · Wikidata Q1402
Título
Rima XXV — Quante fiate per ventura il loco
Lengua
italiano
Época
Medieval
Nacionalidad
Italiana
Sala
Erótica
Identificador
rima-xxv-quante-fiate-per-ventura-il-loco--boccaccio
Cita recomendada
Giovanni Boccaccio, «Rima XXV — Quante fiate per ventura il loco», Poetósfera, poetosfera.com/p/rima-xxv-quante-fiate-per-ventura-il-loco--boccaccio.html

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