Se io potessi creder ch’in cinqu’anni,
Che gli è che vostro fui, tanto caluto
Di me vi fosse, che aver saputo
Il nome mio voleste, de’ mia danni
Per ristorato avermi, de’ mia affanni5
Potrei forse sperare anchora aiuto;
Né mi parrebbe il tempo aver perduto
A condolermi de’ mia stessi inganni.
Ma poi che gli è così, come sperare
Posso merzé? come fin all’ardore,10
Che, quanto meno spero, è più cocente?
So si dovria cotal amor lasciare;
Ma, non potendo, moro di dolore,
Cagion essendo voi del fin dolente.
*Rima XLVII — poema amoroso del Canzoniere de Boccaccio (trad. stilnovo).*