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PoetósferaEróticaGiovanni Boccaccio

Giovanni Boccaccio · Medieval

Rima XLVII — Se io potessi creder ch’in cinqu’anni

italiano · Italiana

Se io potessi creder ch’in cinqu’anni,
Che gli è che vostro fui, tanto caluto
Di me vi fosse, che aver saputo
Il nome mio voleste, de’ mia danni
Per ristorato avermi, de’ mia affanni5
Potrei forse sperare anchora aiuto;
Né mi parrebbe il tempo aver perduto
A condolermi de’ mia stessi inganni.
Ma poi che gli è così, come sperare
Posso merzé? come fin all’ardore,10
Che, quanto meno spero, è più cocente?
So si dovria cotal amor lasciare;
Ma, non potendo, moro di dolore,
Cagion essendo voi del fin dolente.
*Rima XLVII — poema amoroso del Canzoniere de Boccaccio (trad. stilnovo).*

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Autor
Giovanni Boccaccio (1313–1375) · Wikidata Q1402
Título
Rima XLVII — Se io potessi creder ch’in cinqu’anni
Lengua
italiano
Época
Medieval
Nacionalidad
Italiana
Sala
Erótica
Identificador
rima-xlvii-se-io-potessi-creder-ch-in-cinqu-anni--boccaccio
Cita recomendada
Giovanni Boccaccio, «Rima XLVII — Se io potessi creder ch’in cinqu’anni», Poetósfera, poetosfera.com/p/rima-xlvii-se-io-potessi-creder-ch-in-cinqu-anni--boccaccio.html

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