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Giovanni Boccaccio · Medieval

Rima VII — Chi non crederrà assai agevolmente

italiano · Italiana

Chi non crederrà assai agevolmente,
S’al canto d’Arion venne il delphino
Faccendo sé al suo legno vicino,
Al suo comando presto et ubidiente,
Che, solcando costei il mar sovente5
In breve barca, nel tempo più fino,
Alla voce del suo canto divino
Molti ne venghin desiosamente?
Et quas’ a cciò da Neptunno mandati
Circondan quella, e ogni cosa sinestra10
Cacciando indrieto, et onde et tempestate.
O orecchi felici, o cuor beati,
A’ quali è la fortuna tanto destra,
Che d’ascoltarla facti degni siate!
*Rima VII — poema amoroso del Canzoniere de Boccaccio (trad. stilnovo).*

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Autor
Giovanni Boccaccio (1313–1375) · Wikidata Q1402
Título
Rima VII — Chi non crederrà assai agevolmente
Lengua
italiano
Época
Medieval
Nacionalidad
Italiana
Sala
Erótica
Identificador
rima-vii-chi-non-crederra-assai-agevolmente--boccaccio
Cita recomendada
Giovanni Boccaccio, «Rima VII — Chi non crederrà assai agevolmente», Poetósfera, poetosfera.com/p/rima-vii-chi-non-crederra-assai-agevolmente--boccaccio.html

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