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PoetósferaEróticaGiovanni Boccaccio

Giovanni Boccaccio · Medieval

Rima III — Il Cancro ardea, passata la sext’hora

italiano · Italiana

Il Cancro ardea, passata la sext’hora,
Spirava zephiro e il temp’era bello,
Quieto il mar, e in sul lito di quello,
In parte dove il sol non era anchora,
Vidd’io colei che ’l ciel di sé innamora,5
E ’n più donne, far festa: et l’aureo vello
Le cingea ’l capo in guisa, che capello
Del vago nodo non usciva fuora.
Neptunno Glauco Phorco et la gran Theti
Dal mar lei riguardavan sì contenti,10
Che dir parevon: — Giove, altro non voglio —.
Io, da un ronchio, fissi agli occhi lieti
Sì adoppiati aveva e sentimenti,
Ch’un saxo paravamo io et lo scoglio.
*Rima III — poema amoroso del Canzoniere de Boccaccio (trad. stilnovo).*

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Autor
Giovanni Boccaccio (1313–1375) · Wikidata Q1402
Título
Rima III — Il Cancro ardea, passata la sext’hora
Lengua
italiano
Época
Medieval
Nacionalidad
Italiana
Sala
Erótica
Identificador
rima-iii-il-cancro-ardea-passata-la-sext-hora--boccaccio
Cita recomendada
Giovanni Boccaccio, «Rima III — Il Cancro ardea, passata la sext’hora», Poetósfera, poetosfera.com/p/rima-iii-il-cancro-ardea-passata-la-sext-hora--boccaccio.html

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