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Dante Alighieri · Medieval

LXXIX - Voi che 'ntendendo il terzo ciel movete

italiano

Voi che ’ntendendo il terzo ciel movete,

udite il ragionar ch’è nel mio core,

ch’io nol so dire altrui, sì mi par novo.

El ciel che segue lo vostro valore,

5gentili creature che voi sete,

mi tragge ne lo stato ov’io mi trovo.

Onde ’l parlar de la vita ch’io provo,

par che si drizzi degnamente a vui:

però vi priego che lo mi ’ntendiate.

10Io vi dirò del cor la novitate,

come l’anima trista piange in lui,

e come un spirto contra lei favella,

che vien pe’ raggi de la vostra stella.

Suol esser vita de lo cor dolente

15un soave penser, che se ne gia

molte fiate a’ pie’ del nostro Sire,

ove una donna gloriar vedia,

di cui parlava me sì dolcemente

che l’anima dicea: "Io men vo’ gire".

20Or apparisce chi lo fa fuggire

e segnoreggia me di tal virtute,

che ’l cor ne trema che di fuori appare.

Questi mi face una donna guardare,

e dice: "Chi veder vuol la salute,

25faccia che li occhi d’esta donna miri,

sed e’ non teme angoscia di sospiri".

Trova contraro tal che lo distrugge

l’umil pensero, che parlar mi sole

d’un’angela che ’n cielo è coronata.

30L’anima piange, sì ancor len dole,

e dice: "Oh lassa me, come si fugge

questo piatoso che m’ha consolata!"

De li occhi miei dice questa affannata:

"Qual ora fu che tal donna li vide!

35e perché non credeano a me di lei?

Io dicea: ’Ben ne li occhi di costei

de’ star colui che le mie pari ancide!’

E non mi valse ch’io ne fossi accorta

che non mirasser tal, ch’io ne son morta".

40"Tu non se’ morta, ma se’ ismarrita,

anima nostra, che sì ti lamenti"

dice uno spiritel d'amor gentile;

"ché quella bella donna che tu senti,

ha transmutata in tanto la tua vita,

45che n’hai paura, sì se’ fatta vile!

Mira quand’ell’è pietosa e umile,

saggia e cortese ne la sua grandezza,

e pensa di chiamarla donna, omai!

Ché se tu non t’inganni, tu vedrai

50di sì alti miracoli adornezza,

che tu dirai: 'Amor, segnor verace,

ecco l’ancella tua; fa che ti piace'".

Canzone, io credo che saranno radi

color che tua ragione intendan bene,

55tanto la parli faticosa e forte.

Onde, se per ventura elli addivene

che tu dinanzi da persone vadi

che non ti paian d’essa bene accorte,

allor ti priego che ti riconforte,

60dicendo lor, diletta mia novella:

"Ponete mente almen com’io son bella!"

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Autor
Dante Alighieri (1265–1321) · Wikidata Q1067
Título
LXXIX - Voi che 'ntendendo il terzo ciel movete
Lengua
italiano
Época
Medieval
Fuente
it.wikisource Rime (Dante)
Sala
La Biblioteca
Identificador
lxxix-voi-che-ntendendo-il-terzo-ciel-movete--alighieri
Cita recomendada
Dante Alighieri, «LXXIX - Voi che 'ntendendo il terzo ciel movete», Poetósfera, poetosfera.com/p/lxxix-voi-che-ntendendo-il-terzo-ciel-movete--alighieri.html

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