Dunque son gli occhi miei di veder degni
Le ceneri e le care ossa onorate,
Che tue già furo nel mortal cammino,
O angelo d' Urbino,
Rapito al mondo nella verde etate?
I' vidi il picciol claustro, ove tua salma
Fu posta allor che l'alma
Se n' andò in pace ne' celesti regni.
Quel claustro or più non chiude
Che polve ed ossa ignude:
Ma sacro è quel che avanza
Per la dolcezza della rimembranza.