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PoetósferaLa BibliotecaIosephus Giacoletti

Iosephus Giacoletti · Romanticismo

Specimen Latinorum carminum — La legge e la poesia Sonetto

latín

Un dì sue leggi la celeste Astrea
Dettò fra il suono della cetra e il canto; ποτο
E con tal arte l'uman cor movea,
Che inchinarlo a virtude era sua vanto.

Frequente intorno a lei turba accorrea
Bevendo il dolce salutare incanto;
E tutte genti l'adorâr qual Dea
Di premî e gioja, non di pene e pianto.

Ma poi ch'ella mirò l'indegno amore,
La ria bestemmia, ed un blandir nefando,
Bruttare il regno dell'Aonie suore;

L'empio abuso e disnor forte sdegnando,
Onde invilîr l'ascree fila canore,
Gittò la cetra, e diè di piglio al brando.

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Autor
Iosephus Giacoletti
Título
Specimen Latinorum carminum — La legge e la poesia Sonetto
Lengua
latín
Época
Romanticismo
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-la-specimen-latinorum-carminum-la-legge-e-la-poesia--iosephus-giacoletti-4b706e
Cita recomendada
Iosephus Giacoletti, «Specimen Latinorum carminum — La legge e la poesia Sonetto», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-la-specimen-latinorum-carminum-la-legge-e-la-poesia--iosephus-giacoletti-4b706e.html

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