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PoetósferaLa BibliotecaIppolito Pindemonte

Ippolito Pindemonte · Romanticismo

XXXII — Sonetto

italiano

Chi vide il sen nascente, e il giovinetto

Omero, e la non bene ancor fiorita

Faccia pensosa sull’alato insetto,

Che il vol dell’immortali alme ci addita;

Vo’, dice, riveder sì caro oggetto,

Quando più rigogliosa e calda vita

Scorra nel fianco pien, nel colmo petto.

Così vera gli par la Dea scolpita!

Ed Amor batte intorno ad essa i vanni,

Lieto nel vagheggiar nel nascer loro

Le cagion dolci dei suoi lunghi affanni.

Casto, come l’immago, e il gran lavoro:

Nè di Pericle, e Augusto invidia gli anni

Il Secol nostro, che per esso è d’oro.

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Dónde vive
La Biblioteca

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Expediente

Autor
Ippolito Pindemonte
Título
XXXII — Sonetto
Lengua
italiano
Época
Romanticismo
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-it-xxxii-sonetto--ippolito-pindemonte-8f523b
Cita recomendada
Ippolito Pindemonte, «XXXII — Sonetto», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-xxxii-sonetto--ippolito-pindemonte-8f523b.html

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