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PoetósferaLa BibliotecaGiovanni Battista Brancadori

Giovanni Battista Brancadori · Ilustración

Vuole Amor, ch'io canti e scriva

italiano

VUole Amor ch’io canti e scriva

Di colei, che il Tebro onora,

Di colei, che sola è Diva,

E mill’anime innamora

.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}5E scolora

Col suo bel l’Alba nascente

Più vezzosa, e più ridente.

Dunque il Greco Anacreonte

Nel mio cuor fervido scenda

10E con rime ardite, e pronte

Tutto tutto il sen m’accenda,

E mai renda

Col favor della sua cetra

Chiaro, al Mondo, e chiaro all’Etra.

15Già mi sento di lui pieno

E un furor di nobil canto

Mi divampa entro del seno.

Cieco Amor se tu puoi tanto,

Dammi il vanto

20Ch’io t’adori, e all’alta impresa

Rendi omai mia mente accesa.

Ma qual penna ha tal valore

Di ritrar quel nobil volto,

Che in incendio alto d’amore

25Arde tutto in se raccolto?

Ahi che stolto

È il penster di chi s’adopra

Por la mano a sì grand’opra!

Di splendore aureo divino

30Dolce sguardo in lei fiammeggia,

E d’un oro porporino

Il suo volto ecco lampeggia;

Ma la Reggia

Dell’amor, del brio, del riso

35È la bocca, onor del viso.

Bella bocca, onde gl’accenti

Suol vibrar con sì bell’arte,

E gl’Eoi rubini ardenti

Or dimostra, or cela in parte;

40E comparte

Tal dolcezza in chi la mira,

Che d’amore arde, e sospira.

Ma se volgo ardito il ciglio

Alle due guance vezzose,

45Nel candore, e nel vermiglio

Vincon queste e gigli, e rose;

Che dispose

Così ’l Ciel per sua ventura,

Che costei vinca Natura.

50Ne’ suoi lumi ha per costume

Di seder fra ’l bianco, e ’l nero

D’onestà l’eccelso Nume,

Che di lei tiene l’impero,

E l’altero

55Guardo in lei governa, e regge;

Che l’altrui desir corregge.

Che dirò di quella mano

Bianea più d’avorio schietto,

Cui non giunse ingegno umano,

60Nè per opra Mastro eletto?

Che del petto,

Cui fan termine, e confine

Bianche nevi alabastrine?

Muove il piè con tanto brio,

65Sì leggiadra agile e snella,

Che nè Fiume, Fonte, e Rio

Eguagliar si puote a quella;

È novella

Grazìosa, e vaga Dea,

70Bella più di Citerea.

Sicchè tu nella gran lite

Vincer puoi la Dea d’Amore,

Non che Palla, e Giuno unite:

Qual fia dunque aureo colore,

75Qual Pittore

Che di te l’immagin viva

Formar possa eccelsa Diva?

Deh quel giorno, in cui vid’io

Sì bel Nume in umil vesta

80Passeggiar dal Fonte al Rio

In leggiadra forma onesta,

Mai funesta

Nube il turbi; e sia d’intorno

Più seren d’ogn’altro giorno.

85In virtù del suo bel piede

Primavera alma, e vermiglia

Nascer vidi oltre ogni fede,

E al vibrar delle sue ciglia

Maraviglia.

90Diventò tutto quel Prato,

D’erbe, e fior vago, e gemmato.

Deh quel giorno, in cui fu vista

Ninfa al sedere a mensa

Tra i Pastor confusa, e mista,

95Piena d’alta gioja immensa,

Mai la densa

Fiera grandine percuota

Giorno tal, finchè il Ciel ruota.

Col suo labbro porporino

100Di gustar quivi le piacque

Dolce ambrosia di rubino,

Che nel sen di flora nacque,

E si tacque

Ogni Augello al grato invito

105Più canoro, e più spedito.

Poi sì disse: a te sacrato

Sia, o DAMETA, il nappo d’oro,

E per te mia fia più grato

Che del Gange aureo tesoro;

110Quindi il Coro

De’ Pastor gridò con lieta

Voce al ciel: Viva DAMETA.

Viva pur DAMETA, e sia

Di costanza un raro esempio,

115Nè la Sorte iniqua, e ria

Del suo Amor distrugga il tempio,

Orchè l’empio

Suo destin preme Costei

Cara agl’uomini, e agli Dei.

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Giovanni Battista Brancadori · 2 piezas más en la casa
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Autor
Giovanni Battista Brancadori
Título
Vuole Amor, ch'io canti e scriva
Lengua
italiano
Época
Ilustración
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-it-vuole-amor-ch-io-canti-e-scriva--giovanni-battista-brancadori-abe2b9
Cita recomendada
Giovanni Battista Brancadori, «Vuole Amor, ch'io canti e scriva», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-vuole-amor-ch-io-canti-e-scriva--giovanni-battista-brancadori-abe2b9.html

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