Una Sibilla qui tra noi già visse,
Che mi guardò le linee della mano,
Non so che susurrando; e poi pian piano,
O buon Garzon, tu Re sarai mi disse.
.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}5Da indi in qua le sue parole ho fisse
Sì nella mente, che per colle, o piano,
O presso a questo luogo, o pur lontano,
Non mai da me fur scancellate, e scisse.
Io era già Custode, or son Pastore,
10E l’umil grado non avendo a sdegno,
Per quello ascesi, e diventai maggiore.
Certo, che la Sibilla diè nel segno
A dir, che i Regi agguaglierei d’onore:
Io sono il Re, questa mia greggia è il Regno.