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Benedetto Menzini · Ilustración

Un verde ramoscello in piaggia aprica

italiano

UN verde ramoscello in piaggia aprica

Dell’alber sacro all’Eliconie dive

Io piantai già con giovinetta mano:

Nudrillo in sul principio un’aura amica,

.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}5E bevve l’acque cristalline e vive,

Che dal bel colle ivan scendendo al pian;

E già sorgea qual re del campo erboso,

Quando atro impetùoso,

Pur come suol dall’Aquilone algente,

10Fiero turbo gli mosse orrida guerra,

E ne gittò repente

Ogni sua pompa, e le sue spoglie a terra.

Strano a pensar come l’abete e ’l pino

E la quercia frondosa e ’l faggio forte

15Parver del cader suo trarne allegrezza;

Perchè locati sopra giogo alpino

Già non temean della contraria sorte,

Turba selvaggia ed ai contrasti avvezza:

Il lauro, il lauro mio, che all’ombre amene

20Del gelido Ippocrene

Traea le muse, ahi che col tronco infermo;

E ludibrio de’ venti, al suol sì giacque;

E, chi riparo e schermo

Dovea prestargli, Apollo il vide e tacque.

25Caro germe gentile, ahi chi ti svelle,

Gridai allora, e chi fa oltraggio indegno

Alla tua spoglia omai caduca e frale?

E se questo è tenor d’avverse stelle,

Che non soffron del Ciel pari lo sdegno

30Quei, ch’ebber teco il nascimento uguale?

Stelle non furon già, fur d’arti ignote

Maghe e profane Note,

Che svegliarono per l’aria atre tempeste,

E l’empie furie del tartareo albergo

35Uscir veloci e preste

Di procelle e di nembi armate il tergo.

Deh chi cuor generoso asconde in petto,

Rimembri sì qual fu il mio grido e ’l duolo,

Ond’io n’ebbi gran tempo umido il ciglio,

40Qual ora io vidi un sì crudele effetto,

Che portò seco ogni speranza a volo,

E mi tolse dall’alma ogni consiglio.

Le foglie sparse al caro tronco avante

Io radunai tremante,

45E le bagnai di lagrime vivaci

Poi nel mio seno innamorato accolte

Di mille e mille baci

Giammai non sazio io le segnai più volte,

Anzi dal luogo, onde a ragion sospiro,

50Chi ’l crederia?, pur da quel luogo istesso

Dopo il mio dannò io non sapea levarme;

E volgea lento il debil guardo in giro,

Talora alzando il ciglio egro e dimesso,

Per veder s’altri fosse a consolarme;

55Com’uom che ’l suo tesor perde tra via

Che pur avvien si stia

Lì dove il perse, e di trovarlo spera,

E di mille pensier l’animo ingombra.

Poi quando il giorno assera,

60La speme e non il duol chiude con l’ombra.

Dunque al rotar del gran pianeta eterno

Non fia ch’altra vermena umile e lenta

Da quel misero tronco unqua germoglie?

Dunque per lui sarà perpetuo verno?

65Nè quando il Sole il caldo raggio avventa

Di suo smeraldo vestirà le foglie?

Or che giova invitar le Ninfe ai balli

Giù per l’Aonie valli,

Se l’alber sacro, a cui corona intorno

70Faceasi al suon d’armonìosa lira,

Di sue ricchezze adorno

Più non risplende, e grato odor non spira?

Ma pur talvolta in bel giardino illustre

Vidi tenera pianta altrui gradita

75Mancar del verde suo nativo onore:

Nè del custode ogni fatica industre

Parea bastante a riserbarla in vita,

Oppur di Borea a riparar l’orrore:

Quando ecco ad arte quasi al suol recisa,

80Mentri ella stassi in guisa

Che ravvisarne il suo Signor gentile

Non potria ’l luogo dove in pria la scorse,

All’apparir d’Aprile

Più che già non solea lieta risorse.

85Sorgi ancor tu’ diletta amica pianta,

E le verdi tue braccia alzando al Cielo

Ringrazia il vero onnipotente Giove,

Che dopo i nembi, onde Aquilon si vanta,

Dopo gli sdegni e le pruine e ’l gelo,

90Del suo rigor più sopra te non piove.

Altri avverrà che per stupore esclami:

Come di folti rami,

Come di nova scorza si rinveste,

E stassi altiera in sull’Etrusche sponde?

95Ma all’onorate teste

Tu serba sol della tua sacra fronde.

Lorenzo, Voi, che per sublime ingegno

Sete d’allor ben degno,

Voi, cui nembo d’error Febo disgombra;

100Vedete addentro il mio pensier col senno

Se, qual per velo ed ombra,

Gli occulti sensi del mio cuore accenno.

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Autor
Benedetto Menzini
Título
Un verde ramoscello in piaggia aprica
Lengua
italiano
Época
Ilustración
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-it-un-verde-ramoscello-in-piaggia-aprica--benedetto-menzini-5230bf
Cita recomendada
Benedetto Menzini, «Un verde ramoscello in piaggia aprica», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-un-verde-ramoscello-in-piaggia-aprica--benedetto-menzini-5230bf.html

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