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PoetósferaLa BibliotecaVincenzo da Filicaja

Vincenzo da Filicaja · Ilustración

Signor, fu mia ventura, e tuo gran dono

italiano

Signor, fu mia ventura, e tuo gran dono

L’amar Costei, che ad amar te mi trasse:

Costei, che in me la sua bontà ritrasse,

Per farmi a te simil più ch’io non sono.

.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}5Onde in pensar, quanto sei giusto e buono,

Convien che gli occhi riverenti abbasse;

E ch’altro duol più saggio il cor mi passe,

Chiedendo a te del primo duol perdono.

Ch’io so ben, ch’a mio prò di lei son privo,

10Perch’io la segua, e miri a fronte a fronte

Quanto è il suo Bello in te più bello e vivo.

Più allor mie voglie a ben amar fian pronte:

Chè se in quella t’amai qual forte in rivo,

Amerò quella in te qual rivo in fonte.

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Por su autor
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Dónde vive
La Biblioteca

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Expediente

Autor
Vincenzo da Filicaja
Título
Signor, fu mia ventura, e tuo gran dono
Lengua
italiano
Época
Ilustración
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-it-signor-fu-mia-ventura-e-tuo-gran-dono--vincenzo-da-filicaja-63289b
Cita recomendada
Vincenzo da Filicaja, «Signor, fu mia ventura, e tuo gran dono», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-signor-fu-mia-ventura-e-tuo-gran-dono--vincenzo-da-filicaja-63289b.html

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