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PoetósferaLa BibliotecaGiuseppe Paolucci

Giuseppe Paolucci · Ilustración

Roma in veder dall'empia etate avara

italiano

Roma in veder dall’empia etade avara

Scossi i grand’Archi, onde sen gìa superba.

Ed ogni mole più famosa, e rara

Giacer sepolta fra l’arene e l’erba;

.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}5Grave soffrìa di tanti, in cui fu chiara,

Fregi d’onor l’alta caduta acerba;

E più le fean la rimembranza amara

Quei, che miseri avanzi ancor riserba.

Ma respirò, quando più illustre, e altero

10D’ogni edifizio lacero, e sepolto

Vide il Tempio immortal sorger di Piero.

E disse: abbiasi pur ciò, che n’ha tolto

Il tempo rio, s’io già riveggo intero

Qui tutto il Bel d’ogni gran mole accolto.

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Autor
Giuseppe Paolucci
Título
Roma in veder dall'empia etate avara
Lengua
italiano
Época
Ilustración
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-it-roma-in-veder-dall-empia-etate-avara--giuseppe-paolucci-63ce2b
Cita recomendada
Giuseppe Paolucci, «Roma in veder dall'empia etate avara», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-roma-in-veder-dall-empia-etate-avara--giuseppe-paolucci-63ce2b.html

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