Roma in veder dall’empia etade avara
Scossi i grand’Archi, onde sen gìa superba.
Ed ogni mole più famosa, e rara
Giacer sepolta fra l’arene e l’erba;
.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}5Grave soffrìa di tanti, in cui fu chiara,
Fregi d’onor l’alta caduta acerba;
E più le fean la rimembranza amara
Quei, che miseri avanzi ancor riserba.
Ma respirò, quando più illustre, e altero
10D’ogni edifizio lacero, e sepolto
Vide il Tempio immortal sorger di Piero.
E disse: abbiasi pur ciò, che n’ha tolto
Il tempo rio, s’io già riveggo intero
Qui tutto il Bel d’ogni gran mole accolto.