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PoetósferaLa BibliotecaVittoria Aganoor

Vittoria Aganoor · Modernismo

Risveglio — Alba

italiano

Un giorno tu dagli odorati poggi

di Betania l’incredula fissavi

Gerusalemme, e tutto intorno il vasto

orizzonte splendea nei raggi obliqui

del tramonto; laggiù gli alti obelischi

dai lampi d’oro, i portici fuggenti

e i delubri di porfido, un superbo

stuolo parean di taciti giganti

che sfidassero il cielo. I tardi onori

resi coi marmi prezïosi e l’oro

agli scherniti un dì bianchi profeti

sul tuo labbro di martire un sorriso

suscitavano amaro, e il negro dramma

dell’insano giudizio, e l’onte, e l’aspra

via del Golgota infame, e il lungo strazio,

tutto al tuo core onniveggente apparve.

Che sospiri d’amore a te veniano,

Tiberiade, dal divino petto

del Nazareno! Che saluti ardenti

all’azzurro tuo lago!...

Ecco, alle rive

s’accalcano le turbe; ecco, dall’onda

giunge agli umili, ai miseri, agli oppressi

la gran parola, e le convalli, e i monti

e tutta quanta Galilea ne suona.

Un inno immenso si levò dai cori

senza speranza, una dolcezza nova

allora entrò le solitarie case

di chi spregiato e servo a ingiusti dommi

scordato avea di chiudere nel petto

un’anima, divin tempio di Dio;

allor l’abietta peccatrice, a cui

ogni varco negavan di salvezza

il fariseo, lo scriba e il sacerdote,

finalmente potè sorger dal fango

e riveder l’azzurro e aver speranza

di perdono; non più curve le teste

all’insana superbia; un novo regno,

nova legge verrà che spinga i grandi

ai piccini allacciarsi, e il mondo, in vasto

tempio mutato di fratelli, un’alba

vedrà di feste immaginate in cielo.

E la legge del cor quella, il gran regno

quello sarà della giustizia...

Eccelsa,

divina visione! Oh, ma lontano

è Magdalo, Gesù; lunge i tranquilli

boschi di Galilea, gli ameni laghi

che aveano echi robusti ai forti accenti

del tuo labbro ispirato; innanzi hai l’onda

bruna d’Asfalte, desolata imago

d’un’anima perduta e senza senso

d’amore; innanzi hai la dorata tana

delle giudaiche belve, sitibonde

del sangue tuo... Pur così presso allora

l’alba credevi, o Cristo!

A noi che tanta

dal tuo fulgido giorno età divide,

a noi lontana ancor sembra la mèta

che tu sognavi. Quanto sangue e quante

cladi in tuo nome! che crudel vicenda

di fugaci vittorie e di sconfitte

immensurate!

Or tu dagli alti cieli

(come dai colli un dì Gerusalemme)

guardi a questo ribelle ingrato mondo

che, vivo, poco ti comprese, e spento,

tosto risorto ti gridò, per farsi

teco avaro di pianto...

Un’altra schiera

de’ tuoi veri seguaci oggi combatte

con l’arme del pensiero; oh, ma la nebbia

è folta intorno ai cori, oh, ma crudeli

più d’allora, o Gesù, sono i tuoi figli,

nè ancor si cessa d’inchiodar sul legno

infame del disprezzo i pochi e forti

soldati tuoi che van gridando al mondo:

— Guai a voi che ai fratelli impor sul dorso

non esitate enormi pesi, al pondo

de’ quali inorridite; a voi sventura

che negate le preci e il tetto umìle

sottraete alle vedove! Insensati

e ciechi; guai a voi che alzate cippi

e monumenti ai grandi del pensiero,

e dite: Oh noi macchiate non avremmo

le nostre man nel loro sangue! e intanto

sempre a chi s’alza con l’idea scagliate

il vitupero e l’ignominia. —

È presso

l’alba, sorgete! — van gridando ancora

gli apostoli di luce, e ancora un premio

s’hanno di beffe, e ancor seguono e vanno

impavidi alla croce e soffron tutta

l’agonia del veder tanta crudele

umanità che non comprende; e vanno

gridando sempre e ancor: — Prossima è l’ora

dei conculcati e degli oppressi; ha grazia

chi prima si ravvede! —

— E il mondo, cieco

Epicureo, sorride, e sovra i drappi

d’oro sdraiato, incredulo risponde,

sbadigliando:

— Quell’alba? Oh, è lungi ancora! —

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Expediente

Autor
Vittoria Aganoor
Título
Risveglio — Alba
Lengua
italiano
Época
Modernismo
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-it-risveglio-alba--vittoria-aganoor-e118a6
Cita recomendada
Vittoria Aganoor, «Risveglio — Alba», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-risveglio-alba--vittoria-aganoor-e118a6.html

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