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PoetósferaLa BibliotecaVittoria Aganoor

Vittoria Aganoor · Modernismo

Risveglio — 5 marzo 1896

italiano

Una voce, che certo,

rotta da le procelle,

non attinse le stelle,

clamava nel deserto:

— O Signor, dalle pure

immensità, consola

noi d’una tua parola;

sana in noi, creature

tue, nell’error cadute

la follìa che ci tiene,

e converti le pene

in gioia di salute!

Disperdi le malvage

nubi della tempesta;

laggiù muoiono, arresta,

Signor, l’orrenda strage!

Già troppi quei sanguigni

cieli videro volti

bianchi e corpi travolti

dell’Ambe tra i macigni!

Già troppi gli avvoltoi

famelici e gli astori

divorarono cuori,

rossi cuori d’eroi.

Stendi, o Signor, la mano

che placa, sulle accese

ire, sulle contese

di questo gregge umano;

tuona che tutto è invano,

tutto invano: i più lati

dominii, i soggiogati

eserciti, il sovrano

trionfo; apri all’errore

gli occhi che iniquo serra

e intenda che la terra

è assetata d’amore! —

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Expediente

Autor
Vittoria Aganoor
Título
Risveglio — 5 marzo 1896
Lengua
italiano
Época
Modernismo
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-it-risveglio-5-marzo-1896--vittoria-aganoor-5f4646
Cita recomendada
Vittoria Aganoor, «Risveglio — 5 marzo 1896», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-risveglio-5-marzo-1896--vittoria-aganoor-5f4646.html

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