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Cecco Nuccoli · Medieval

Ramo fiorito, el di, ch'io non ti veggio

italiano

Ramo fiorito, el di, ch’io non ti veggio,

mio lieto cor di doglia si trafigge,

e la smarrita mente se refigge

.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}4con quel signore Amor, cui sempre chieggio.

Ond’io ne prego voi, prima ch’io peggio

stia, ch’io vegna só’la tua merigge;

se non, la Morte dal corpo defigge

8l’alma, che nel mio cor per voi posseggio.

Donque, vi piaccia per Dio, signor caro,

di farine grazia, prima ch’io sia morto,

11ch’io non ne spero mai altro conforto,

se no ’l suo dolce frutto, per me amaro;

ma, se per lui mia vita non riparo,

14girò ne l’altro mondo, da te scòrto.

Si me prendeste, Amor, con novo ingegno,

ch’io sempre mai so’ stato vostro segno.

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Autor
Cecco Nuccoli
Título
Ramo fiorito, el di, ch'io non ti veggio
Lengua
italiano
Época
Medieval
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-it-ramo-fiorito-el-di-ch-io-non-ti-veggio--cecco-nuccoli-b2d298
Cita recomendada
Cecco Nuccoli, «Ramo fiorito, el di, ch'io non ti veggio», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-ramo-fiorito-el-di-ch-io-non-ti-veggio--cecco-nuccoli-b2d298.html

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